Progetto BeMine

Gli ingredienti del Progetto BeMine: RICERCA, INNOVAZIONE, QUALITA'

Spesso la finta pelle viene associata solo a prodotti di scarsa qualità, magari di importazione. Ci sono invece delle bellissime aziende italiane che la producono, quelle da cui mi rifornisco io in particolare si trovano in Lombardia, quasi a km 0.

L’obiezione che mi viene spesso fatta è che la finta pelle non è un materiale ecologico in quanto è un derivato del petrolio. Questo materiale infatti si classifica tra i tessuti spalmati perché viene prodotto spalmando appunto un polimero o una resina su un supporto di tela, imprimendo poi le varie texture della pelle.

 

Ogni oggetto che viene prodotto ha un impatto sull'ambiente, occorre quindi impegnarsi e scegliere ciò che ha l’impatto minore. Io scelto questo materiale perché è una validissima alternativa alla vera pelle, rispetto alla quale é meno inquinante a livello ambientale. Ma è comunque un prodotto artificiale.

Anche per questo motivo ho scelto di affiancare alla finta pelle dei materiali alternativi ancora più eco-sostenibili.

Questa decisione è stata motivo di ricerca e studio continuo: ora ho una lista lunghissima di materiali eco con cui vorrei realizzare i miei modelli e penso che questa lista sia destinata ad allungarsi perché vengono costantemente messi a punto  tessuti innovativi e sorprendenti e il mercato di questi prodotti è in crescita esponenziale. Per adesso, oltre alla vegan leather ho impiegato il Sughero naturale, già noto nella pelletteria, e il PinatexTM

 

SUGHERO: quello che acquisto io viene prodotto in Italia da un’azienda marchigiana. Per ricavare il sughero non si danneggia la pianta, la Quercus Suber, in quanto essa viene decorticata del quando  sta già in parte staccandosi per il naturale ricambio.

I trucioli di sughero vengono poi impastati e tagliati in lamine sottili o fogli, che vengono accoppiati a un supporto di tela di cotone che garantisce resistenza e stabilità

Questo materiale si può stampare, goffrare ed è appositamente studiato per la pelletteria quindi è traspirante e impermeabile.

 

PINATEX: Sono entrata subito in sintonia con questo materiale perché la sua ideatrice, la spagnola Carmen Hijosa, è stata motivata alla sua messa a punto dal fatto che anche lei, come me, era rimasta colpita dagli effetti devastanti della concia della pelle. Cosi ho sentito questa affinità elettiva e ho deciso di provare.

Questa fibra viene realizzata con gli scarti dell’ananas, precisamente con le fibre del torsolo che vengono essiccate, intrecciate e tinte. Il pinatex infatti è realizzato al 80% da appunto fibre di ananas e per il resto da cellulosa che fa da legante.

 

La moda, insomma, sta sempre più abbracciando ideali ispirati al rispetto della natura ingegnandosi per la realizzazione di collezioni di accessori vegan, cruelty free e animal friendly.

 

Anche tra i nomi dell’alta moda c’è moltissima attenzione e innovazione, spicca principalmente Stella McCartney che produce le sue borse in vegan leather da sempre, e sempre più stilisti famosi stanno bandendo le vere pellicce dalle loro sfilate, come Giorgio Armani e Gucci. A parte i nomi più noti, cui sono associati prezzi pur sempre elevati, sono reperibili anche su internet bellissimi brand che propongono accessori vegan.